I Verdi bolzanini contro la Legge sicurezza per una città aperta, interculturale e antirazzista

I Verdi bolzanini rinnovano la loro forte contrarietà alla legge sicurezza 132/2018. La considerano una legge criminogena e discriminatoria e, per quanto riguarda alcune norme che regolano la protezione internazionale e il sistema di accoglienza, lesiva dei diritti dei richiedenti protezione internazionale. I Verdi attaccano inoltre la disumana politica del governo Lega-5s e dell’Europa per la vergognosa vicenda dei 49 migranti fuggiti dall’inferno libico e ora da 18 giorni stremati a bordo della navi Sea Watch e Sea Eye in balia del mare in attesa di comunicazione da parte degli Stati europei. Chiedono lo sbarco immediato e la messa in sicurezza delle persone, tra cui famiglie con bambini.

I Verdi bolzanini, che già lo scorso anno, avevano espresso forti preoccupazioni per l’abolizione della protezione umanitaria e lo smantellamento del sistema Sprar messo in piedi con molti sforzi e successi sul territorio provinciale proprio nel 2017/2018, si uniscono ora all’ondata di protesta che sta crescendo in molte città italiane in particolare, ma non solo, contro il provvedimento della legge sicurezza 132/2018 che vieta l’iscrizione anagrafica e quindi la residenza ai richiedenti protezione internazionale, con la conseguente perdita di importanti diritti civili e sociali.

I Verdi sono convinti che questa legge – in particolare per la parte che riguarda la protezione internazionale e il sistema di accoglienza – otterrà effetti contrari a quelli voluti dall’attuale governo, genererà caos, avrà un enorme impatto in termini economici e sociali sui territori, provocando tensioni sociali sulle spalle dei Sindaci e amministratori locali, proprio in un momento in cui – in particolare nella nostra Provincia e Comune – si era usciti dalla fase più emergenziale e si stava affrontando la fase dell’inclusione socio lavorativa di persone presenti da tempo sul nostro territorio.

I Verdi ritengono un dovere morale in questo momento storico manifestare ed opporsi ad una legge che lede diritti umani e i valori della nostra Costituzione e con forza chiedono che la Città rimanga umana, solidale, interculturale e antirazzista.

Chiedono inoltre l’urgente modifica della legge sulla base delle proposte formulate dall’ANCI e fanno un appello alla Provincia autonoma, affinché valuti, come anche altre Regioni, misure volte a sottolineare gli aspetti incostituzionali nonché lesivi delle proprie competenze (in particolare per l’aspetto dell’assistenza sanitaria) e volte a sostenere i diritti civili e sociali delle persone presenti da tempo sul nostro territorio e in parte già integrate. Chiedono la possibilità di inserire in piccoli CAS sul modello Sprar famiglie richiedenti protezione internazionale.

I Verdi ricordano che nel 2019/20 per effetto dei dinieghi e per effetto delle nuove disposizioni è prevista l’uscita di oltre 130.000 persone (famiglie, vulnerabili, ..) dal sistema di accoglienza italiano, mentre per la città di Bolzano si stimano 250/300. Si tratta di una gran parte di diniegati e di coloro che vedranno scadere la loro protezione umanitaria senza poterla convertire in altra forma di protezione o in permesso per lavoro e che diverranno irregolari sul territorio italiano.

Di fronte a questa nuova emergenza autoprodotta, che farà divenire irregolari migliaia di persone che oggi risiedono legalmente in Italia, pagano le tasse e versano contributi – ma anche bisognosi, vulnerabili, minori – il governo non ha previsto nessuna misura alternativa immediata. I rimpatri non potranno essere realizzati nel breve periodo anche per mancanza ad oggi di accordi con molti dei paesi di origine e anche i centri  “prigione” di permanenza e rimpatrio (CPR) non potranno essere la soluzione per persone che fino ad oggi hanno contribuito anche lavorando alla nostra società.

I Verdi ricordano che il capoluogo, città di confine e di transito, oltre ai centri CAS per richiedenti protezione internazionale, accoglie nei centri straordinari per senza tetto (tenuti aperti tutto l’anno) e nel centro per vulnerabili richiedenti protezione internazionale giunti autonomamente sul territorio per i quali lo Stato dovrebbe fornire adeguato sostegno. Concludendo i Verdi ringraziano gli enti e organizzazioni attive nel settore, i volontari e volontarie per il loro costante lavoro e l’amministrazione comunale per la piattaforma di coordinamento e in/formazione e per i progetti di integrazione avviati e realizzati nel 2017/2018.

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