Il Decreto Salvini, lo SPRAR e gli effetti sul sistema di accoglienza in provincia di Bolzano

Dopo l’adesione delle Comunità comprensoriali e del Comune di Bolzano al Sistema per richiedenti asilo e rifugiati SPRAR (*)  nella seconda metà del 2017, i vantaggi e i risultati positivi nel settore dell’accoglienza e inclusione nella nostra Provincia sono stati molti.

Grazie all’attivarsi da gennaio 2018 di 223 posti nei comuni dei comprensori, la percentuale di richiedenti presenti a Bolzano rispetto alla quota provinciale è calata di oltre la metà. Grazie agli SPRAR e agli altri centri gestiti dalla Provincia aperti nelle valli, si è resa possibile un’accoglienza diffusa (circa 3,5 persone ogni 1.000 abitanti)  e molti richiedenti protezione e rifugiati grazie a progettualità di più piccole dimensioni e più inclusive hanno potuto riappropriarsi della loro autonomia e sperare in un nuovo futuro grazie all’inserimento lavorativo e al sostegno del volontariato locale.

I progetti Sprar nella nostra Provincia sono stati presentati al Ministero degli interni da parte delle Comunità comprensoriali e sono stati realizzati sul canale diretto (ossia senza affidamento ad organizzazioni/enti gestori) tramite l’assunzione di personale specializzato (coordinatori, educatori, operatori, ..) con avvisi pubblici e trasparenti. Una metodologia che favorisce il rafforzamento del welfare locale a favore di tutti (non solo dei migranti) e il sostegno delle economie locali con un ruolo centrale degli enti locali che divengono attori responsabili delle proprie politiche sui rispettivi territori.

Un ulteriore ampliamento dei posti Sprar nei Comprensori e un progetto per minori nel Comune di Bolzano doveva aversi dal 1° luglio scorso, quando il Ministero degli interni doveva pubblicare le graduatorie degli ultimi progetti presentati. Le graduatorie sono ancora bloccate nonostante varie sollecitazioni da parte dell’ANCI, della Direttrice del Servizio Centrale SPRAR e degli enti locali.

Oltre all’incertezza dovuta al blocco delle graduatorie, inciderà gravemente sul sistema di accoglienza nazionale e locale, il Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza, approvato all’unanimità il 24 settembre scorso dal Consiglio dei Ministri.

In caso il Decreto entrasse in vigore in questa forma, l’articolo 12 prevederebbe un forte ridimensionamento del sistema di accoglienza per richiedenti asilo – Sprar. Il decreto stabilisce infatti che solo chi ha già ottenuto la protezione internazionale e i minori stranieri non accompagnati potranno essere ospitati nei posti “Sprar” mentre i richiedenti protezione, per un periodo che può arrivare fino ai due anni o più, dovranno attendere, la decisione sulla loro richiesta, nei CAS – Centri di Accoglienza straordinari ossia grandi strutture gestite dai Prefetti (e non dagli enti locali) in modo emergenziale e con standard di accoglienza/inclusione più bassi.

Numericamente si tratterebbe di circa il 50% delle persone attualmente ospitate nei 35.881 posti Sprar che non avrebbero più il diritto ad accedervi, con un aumento quindi del numero dei posti nelle grandi strutture, proprio quelle che in passato hanno dimostrato tutte le loro criticità.

Nella nostra Provincia si potrebbe immaginare quindi un arretramento del sistema di accoglienza a quello di due anni fa, con un ritorno delle concentrazioni nelle grandi strutture e nel capoluogo. Gli Sprar si ridurrebbero notevolmente sia in termini di posti e che per il periodo di permanenza della persone all’interno dei progetti. Il lavoro delle Comunità comprensoriali che in breve tempo hanno messo in piedi il nuovo modello di accoglienza verrebbe ridotto e compromesso.

Per quanto riguarda il Comune di Bolzano sollecito che la Giunta comunale richieda con forza, per i centri cittadini gestiti dalla Provincia/Commissariato, condizioni di accoglienza più dignitose, centri di minori dimensioni (come per es. Maso Zeiler) e progettualità volte ad una reale inclusione.

Ribadisco inoltre l’urgenza per la nostra Città, di presentare, alla prossima scadenza delle progettualità “Sprar” o di realizzarle con fondi provinciali o europei investendo in inclusione per garantire un futuro di convivenza.

I costi che questo Governo vuole risparmiare sul fronte dell’inclusione tagliando gli Sprar e altri interventi, sono costi che si ripresenteranno a breve in misura molto maggiore per dover gestire l’emergenzialità e l’insicurezza che questo Decreto genererà a breve in particolare per la crescita considerevole di diniegati e irregolari.

Chiara Rabini
Referente per i richiedenti asilo e rifugiati
Consigliera comunale a Bolzano
Verdi Grüne Vërc

Bolzano, 30.9.2018

(*) Lo SPRAR era stato istituzionalizzato con Legge Bossi Fini nel 2002 e una legge del 2015 lo individuava come sistema modello su cui convergere perché quello più in grado di favorire una vera accoglienza e inclusione e che meglio risponde alla normativa europea.  Il modello Sprar è inoltre un modello che anche altri Paesi europei hanno preso come esempio di buona accoglienza.

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