Lettera aperta dell’assessora Maria Laura Lorenzini a Lilli Gruber, a proposito dell’inceneritore di Bolzano

Di seguito leggerete una lunga lettera che ieri (17 giugno 2017) ho scritto a “La7” dopo aver letto sul quotidiano Alto Adige la notizia che in serata si sarebbe parlato di INCENERITORE e RIFIUTI “modello” Bolzano.
Ho scritto perché volevo informare la conduttrice Lili Gruber della Delibera approvata in luglio 2016 dal nuovo Consiglio comunale che, come sotto elencato approvava EXIT STRATEGY da incenerimento e indicava di incentivare ECONOMIA CIRCOLARE: Riduzione/Riuso/Riciclo.
Inoltre sulla scelta del TELERISCALDAMENTO che necessiterà di sempre più rifiuti se verrà ulteriormente ampliato e sulla alternativa della RIGENERAZIONE energetica degli edifici che fa risparmiare fino a più del 50% sulle bollette con contributi provinciali più del 70%.
Non so se sia stata letta dalla redazione comunque chi di voi vuole la può leggere di seguito.
Grazie

Maria Laura Lorenzini

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“Spett.le trasmissione “Otto e mezzo”, gentile dott.sa Lilli Gruber,

stamattina è apparsa sul quotidiano Alto Adige la notizia della partecipazione del Presidente di Eco Center arch. Stefano Fattor al Vostro programma “Otto e mezzo”, che andrà in onda stasera sabato 17 giugno, e parlerà del trattamento rifiuti, della loro gestione, del termovalorizzatore/inceneritore, del teleriscaldamento a Bolzano.

Stimo e seguo moltissimo la trasmissione e Vi scrivo, perchè su questi temi e in particolare su l’incenerimento dei rifiuti mi piacerebbe emergesse anche il punto di vista dei molti ambientalisti, cittadine e cittadini, delle forze politiche, dei Verdi, attualmente rappresentati da 3 Consigliere/i e da me in Comune di Bolzano dal giugno 2016, nonchè dai 3 Consigliere/i del Consiglio provinciale, che credono fermamente in ciò che ci chiede l’Europa:

– non usare una materia su cui è già stata spesa energia come rifiuto e combustibile, ma riutilzzarla secondo il principio dell’”economia circolare”, come detta la “Comunicazione della Commissione europea” del luglio 2014 (COM 2014/398 – 02.07.2014): “Verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifiuti”.

La prima delibera approvata in luglio 2016 dal Consiglio comunale appena eletto, presentata dal mio Assessorato, è stato il parere al “Piano gestione Rifiuti” della Provincia di Bolzano. In tale delibera si indicava alla Provincia Autonoma di Bolzano di sviluppare una STRATEGIA che dia attuazione agli obiettivi dell’economia circolare in cui i rifiuti vengano considerati risorse da riutilizzare e non vengano smaltiti in discarica o inceneriti.

La RIDUZIONE DEI RIFIUTI A MONTE:
In questo contesto devono essere rafforzati e intensificati gli impegni da parte della Provincia per la forte riduzione dei rifiuti a monte tramite:

  • iniziative verso il mondo della produzione, commercio e distribuzione, a cominciare dalla grande distribuzione, anche con convenzioni con le aziende di produzione e distribuzione locali per la riduzione degli imballaggi;
  • campagne di sensibilizzazione dei cittadini e iniziative contro l’acquisto di prodotti imballati con plastica e materiali difficilmente riciclabili e tetrapak;
  • sostenere, anche con incentivi da studiare, lo sviluppo di nuove aziende innovative volte al modello di produzione circolare, soprattutto per quanto riguarda i rifiuti.

Il RIUSO:

  • organizzazione di una rete di iniziative comunali e sovracomunali (anche con appositi centri di raccolta, aggiustamento, scambio ecc…) per raccogliere, aggiustare e mettere a disposizione dei cittadini oggetti riutilizzabili da non considerare rifiuto. A questo riguardo si chiede una normativa adeguata per definire lo status di questi oggetti.

il RICICLO:

  • trattative coordinate con aziende di riciclaggio. La Provincia e i comuni dovrebbero insieme (o coordinati) condurre trattative con le aziende di riciclaggio in modo da ottenere condizioni e contratti più vantaggiosi, soprattutto dal punto di vista della efficacia della differenziazione e del riciclaggio effettivo dei materiali.

Gli obbiettivi:

  • aumentare la percentuale di raccolta differenziata aumentando anche la tipologia di materiali accettati dalle aziende di riciclaggio;

  • aumentare il tasso di riciclo effettivo dei materiali raccolti riducendo il più possibile la percentuale dei materiali che, dopo essere stati raccolti in modo differenziato, vengono scartati dalle aziende e bruciati in inceneritore. Va anche creato un sistema di monitoraggio continuo delle quantità raccolte e della quota di effettivo riciclaggio dei materiali, con l’indicazione chiara della destinazione delle frazioni non effettivamente riciclate. Tali dati vanno presi pubblici e consultabili.

l’INCENERITORE:

  • occorre soprattutto sviluppare una “EXIT-STRATEGY” dall’inceneritore in modo da non incenerire o smaltire più rifiuti in discarica dopo il 2030 e smantellare l’attuale inceneritore. Vista la normativa europea sull’economia circolare si deve programmare, in concomitanza con la realizzazione delle iniziative sopra elencate, una exit strategy per l’inceneritore di Bolzano con verifiche programmate secondo un piano da qui al 2030.

    Il principio dell’economia circolare dovrebbe essere adottato come modello di riferimento per lo sviluppo della gestione dei rifiuti nella provincia di Bolzano e questo principio è antitetico alla “filosofia” dell’incenerimento die rifiuti (vedi la già citata agenda per l’efficienza delle risorse stabilita nell’ambito della strategia Europa 2020 e la comunicazione della commissione europea COM(2014)0398).

    Occorre dunque elaborare un business-plan per l’inceneritore coerente con la prospettiva di un suo superamento e dismissione.

    Va anche progettata l’autonomizzazione della rete di teleriscaldamento dall’inceneritore. A questo proposito, va ben analizzato il dimensionamento del teleriscaldamento, dando priorità al risparmio energetico e all’efficientamento degli edifici in modo da ridurre il più possibile la richiesta di energia. In tal senso si chiede uno studio che valuti il reale impatto ambientale/climatico e il bilancio socio-economico per la realizzazione e il mantenimento della rete di teleriscaldamento, per la sua alimentazione alternativa all’inceneritore, valutando anche il contributo derivante da una strategia di massima riqualificazione energetica degli edifici.

Il SISTEMA TARIFFARIO:

  • Si ritiene che il sistema ottimale sia quello che segue il principio “chi ricicla di più, paga di meno” adeguando il sistema tariffario all’effettiva produzione di rifiuti residui (“Verursacherprinzip”) sia in ambito dei privati che dei commercianti/produttori, salvando il principio di non riversare troppi costi sulle famiglie.

    Ciò comporta l’adozione di sistemi di raccolta più vicini possibile alla singola utenza, sul modello “porta a porta”. In questo contesto è possibile individuare precisamente le responsabilità del mancato riciclaggio attraverso controlli puntuali del materiale consegnato dalla singola utenza in sacchetti semitrasparenti personalizzati.

    In questo contesto va superata la pratica delle “multe”: all’utenza che non ricicla correttamente va messo in conto piuttosto il costo aggiuntivo provocato al sistema di raccolta, proporzionale ai rifiuti erroneamente smaltiti. Ciò aumenta la responsabilizzazione dell’utenza. Un sistema puntuale di tariffazione è importante soprattutto per le imprese, che vanno sostenute nella riduzione dei rifiuti e dunque nell’abbassamento dei loro costi. Vanno studiate forme di incentivazione per le imprese “virtuose”.

Alcuni mesi dopo l’approvazione di tale importante delibera, sono stati importati da Trento rifiuti, senza rispettare i patti (Pacta sunt servanda!) secondo i quali l’inceneritore di Bolzano è stato progettato come impianto per chiudere il ciclo dei rifiuti prodotti nella nostra provincia con il divieto di importazione dei rifiuti fissato nella legge provinciale, che a suo tempo fu una delle garanzie date dalla Provincia al Comune di Bolzano.
L’importazione stravolge la funzione dell’inceneritore, che non risponde più all’intenzione originaria di chiudere il ciclo del trattamento dei rifiuti prodotti in provincia di Bolzano, ma diventa un impianto industriale in cerca di materia prime, cioè rifiuti, sul “mercato”, per adesso dal Trentino . Ma col continuo aumento della raccolta differenziata nella vicina provincia presto il Trentino potrebbe non bastare più e allora l’inceneritore dovrà andarsi a cercare rifiuti in tutta Italia. Questo cambio di destinazione non corrisponde alle esigenze della popolazione e trasforma un impianto di conferimento ultimo di rifiuti in un business dal quale ricavare energia e profitto economico.

Inceneritore e teleriscaldamento non sono strettamente legati.

Sia Eco-center (intervista Fattor) che la Provincia (risposta a interrogazione provinciale verde n. 2262/16) hanno confermato che la rete di teleriscaldamento è autonoma e già alimentata in parte a metano. Il calore prodotto dall’inceneritore dà un contributo al teleriscaldamento, ma non è indispensabile. Quindi il carico ottimale dell’inceneritore deve dipendere da altri criteri: quello del corretto trattamento dei rifiuti e quello della difesa della salute della popolazione.

Le emissioni possono essere minimizzate con un basso carico di rifiuti comunque compatibile col buon funzionamento dell’impianto (risposta a interrogazione provinciale verde n. 2274/16). L’importazione dei rifiuti non è necessaria per il buon funzionamento dell’inceneritore e non riduce ma, aumentando le quantità incenerite, aumenta le emissioni nocive. L’argomento della compensazione delle emissioni in più con quelle risparmiate dal teleriscaldamento non funziona, poiché:

  1. l’importazione (e l’aumento della combustione) viene proposta oggi, mentre per la realizzazione dell’intera rete di teleriscaldamento oltre al fatto che ci vorranno anni (per le sole dorsali il 2022), per cui per molto tempo senza un numero considerevole di allacciamenti il teleriscaldamento non controbilancerà l’aumento di emissioni dell’inceneritore, questa scelta va in conflitto con la raccolta differenziata, attualmente al 67,5%, che si lavora per aumentarne la qualità e la quantità.
  2. perché non è detto che puntare sempre e ovunque sul teleriscaldamento sia la soluzione migliore. La soluzione ottimale (anche per il portafoglio delle famiglie) è ridurre drasticamente il consumo energetico degli edifici, ciò che oggi è possibile. Per questo con l’Università di Bolzano verrà fatta una attenta comparazione sui costi economici, ambientali ed energetici tra teleriscaldamento e rigenerazione delle abitazioni pubbliche e private, che abbatterebbe emissioni e darebbe lavoro alle imprese.
    Tenendo conto che sono appena stati approvati dalla Provincia contributi per tutti gli edifici che arrivano fino a coprire il 70% delle spese per l’efficientamento energetico degli edifici.

Per concludere
L’incenerimento dei rifiuti non ha futuro. L‘inceneritore di Bolzano è stato progettato troppo grande e l’importazione è la risposta peggiore. La strada è un’altra e si chiama “strategia europea rifiuti zero”. Con una sempre più efficiente raccolta differenziata, con misure di sostegno alle famiglie nel gestire i propri rifiuti, col riuso e la riduzione degli imballaggi, i rifiuti saranno sempre meno.

Scusandomi per la lunghezza della comunicazione Vi ringrazio molto dell’attenzione.

Un cordiale saluto,
Maria Laura Lorenzini

Dott. Arch. Maria Laura Lorenzini

Assessora all’Ambiente, alla Mobilità e alle Pari Opportunità
Stadträtin für Umwelt, Mobilität, Chancengleichheit

(pubblicata su facebook in data 17.06.2017)

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