Es ist doch unglaublich. Nun wird endlich das Bozner Siegesdenkmal durch ein Dokumentationszentrum erklärt und die Entstehungsgeschichte samt allen Unterdrückungsabsichten des faschistischen Regimes dokumentiert, da wird von rechter Seite schon wieder aufgeschrieen.
Etwas müde zwar, aber doch, äußert sich Alessandro Urzì, dem der gewählte geschichtliche Zeitrahmen zu eng ist. Die Südtiroler Freiheit spricht gar von versteckten “Leichen im Keller”. Dabei geht es den Rechtsparteien ganz klar nicht um die längst fällige Aufarbeitung der Faschismusgeschichte in Südtirol. Wichtig ist wohl das Beibehalten der ethnischen Grabenkämpfe und jeder Anlass ist günstig, um wieder einmal in dieselbe Kerbe zu hauen.
All diesen recht kraftlosen Äußerungen zum Trotz freuen wir uns darüber, dass – auch mit maßgeblicher Beteiligung der grünen Kulturstadträtin Patrizia Trincanato – nun endlich ein Zeichen gesetzt werden kann zum besseren Verständnis der Südtiroler Geschichte. Mit dem geplanten Dokumentationszentrum wird der Geschichtsparcours in Bozen immer mehr Realität.
Die Öffnung ist außerdem ein großer Schritt weg von dem abgeschotteten, militarisierten Denkmal, das gerade dadurch seine böse Symbolkraft beibehält. Geschichte zu”gänglich” machen heißt auch, sie endlich Geschichte werden zu lassen.
È incredibile. Finalmente si arriva a spiegare il Monumento alla Vittoria (insieme alla storia della sua costruzione con tutte le intenzioni che stavano dietro) attraverso un centro di documentazione – e la destra ancora trova da criticare!
Con una certa stanchezza di una polemica svolta già troppe volte, Alessandro Urzì lamenta il quadro storico troppo ristretto. E La Südtiroler Freiheit parla addirittura degli spettri che verrebbero nascosti negli armadi sotto terra. Evidentemente i partiti di destra altoatesini/sudtirolesi non hanno nessun interesse alla spiegazione e rielaborazione della storia dei fascismi. Per loro è più importante usare ogni occasione per fortificare le trincee etniche ritirando fuori tutte le volte gli stessi vecchi discorsi.
Nonostante queste flebili voci di dissenso noi siamo invero molto contenti che finalmente si potrà fare un altro passo verso la comprensione della storia – e la nostra assessora alla cultura Patrizia Trincanato ha contribuito notevolmente a questo grande passo verso la realtà di un percorso della storia del 900 a Bolzano.
Con l’apertura del monumento ci si allontana anche, finalmente, dalla presenza di un monumento militarizzato e isolato nella città che proprio per questo mantiene la sua negativa simbolicità. Rendere accessibile la storia significa anche farla diventare definitivamente “storia”.
