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Es ist doch unglaublich. Nun wird endlich das Bozner Siegesdenkmal durch ein Dokumentationszentrum erklärt und die Entstehungsgeschichte samt allen Unterdrückungsabsichten des faschistischen Regimes dokumentiert, da wird von rechter Seite schon wieder aufgeschrieen.
Etwas müde zwar, aber doch, äußert sich Alessandro Urzì, dem der gewählte geschichtliche Zeitrahmen zu eng ist. Die Südtiroler Freiheit spricht gar von versteckten “Leichen im Keller”. Dabei geht es den Rechtsparteien ganz klar nicht um die längst fällige Aufarbeitung der Faschismusgeschichte in Südtirol. Wichtig ist wohl das Beibehalten der ethnischen Grabenkämpfe und jeder Anlass ist günstig, um wieder einmal in dieselbe Kerbe zu hauen.
All diesen recht kraftlosen Äußerungen zum Trotz freuen wir uns darüber, dass – auch mit maßgeblicher Beteiligung der grünen Kulturstadträtin Patrizia Trincanato – nun endlich ein Zeichen gesetzt werden kann zum besseren Verständnis der Südtiroler Geschichte. Mit dem geplanten Dokumentationszentrum wird der Geschichtsparcours in Bozen immer mehr Realität.
Die Öffnung ist außerdem ein großer Schritt weg von dem abgeschotteten, militarisierten Denkmal, das gerade dadurch seine böse Symbolkraft beibehält. Geschichte zu”gänglich” machen heißt auch, sie endlich Geschichte werden zu lassen.

 È incredibile. Finalmente si arriva a spiegare il Monumento alla Vittoria  (insieme alla storia della sua costruzione con tutte le intenzioni che stavano dietro) attraverso un centro di documentazione – e la destra ancora trova da criticare!
Con una certa stanchezza di una polemica svolta già troppe volte, Alessandro Urzì lamenta il quadro storico troppo ristretto. E La Südtiroler Freiheit parla addirittura degli spettri che verrebbero nascosti negli armadi sotto terra. Evidentemente i partiti di destra altoatesini/sudtirolesi non hanno nessun interesse alla spiegazione e rielaborazione della storia dei fascismi. Per loro è più importante usare ogni occasione per fortificare le trincee etniche ritirando fuori tutte le volte gli stessi vecchi discorsi.
Nonostante queste flebili voci di dissenso noi siamo invero molto contenti che finalmente si potrà fare un altro passo verso la comprensione della storia – e la nostra assessora alla cultura Patrizia Trincanato ha contribuito notevolmente a questo grande passo verso la realtà di un percorso della storia del 900 a Bolzano.
Con l’apertura del monumento ci si allontana anche, finalmente, dalla presenza di un monumento militarizzato e isolato nella città che proprio per questo mantiene la sua negativa simbolicità. Rendere accessibile la storia significa anche farla diventare definitivamente “storia”.

 

Noi la vostra crisi non la paghiamo!

 

 Giovedì 20 ottobre · 16.00 – 19.00

 

Piazza Waltherplatz
 
 
ci troviamo a manifestare la nostra indignazione in piazza Walther in concomitanza con il forum economico italo-tedesco al palazzo mercantile, riteniamo che l’ incontro tra i responsabili attuatori delle misure che stanno aggravando ulteriormente la crisi a livello europeo vada contestato per esprimere il nostro dissenso e la nostra convinzione che non siano loro che potranno progettare strategie verso un nuovo corso sociale-pol…itico-economico …
venite tutti alle ore 16, se potete portate fischietti o pentole o quello che serve per farci sentire!
 
( la questura è stata informata della manifestazione, siamo in regola).
 
Eure Krise zahlen wir nicht!

Zum Anlass des deutsch-italienischen Businessforums das im Bozner Merkantielgebäude stattfindet treffen wir uns am Waltherplatz um unsere Empörung auszudrücken. Wir sind der Überzeugung, dass Politik maßgeblich an der Entstehung der aktuellen Krise beteiligt war und dass eben diese Vertreter nicht fähig sind einen sozialpolitischen Ausweg zu finden:
Eure Krise zahlen wir nicht!

Kommt alle um 16 Uhr und bringt Trillerpfeifen, Töpfe oder ähnliche Utensilien mit, mit denen wir uns Verhör schaffen!

(Die Quästur von Bozen wurde über das Vorhaben informiert, deshalb sind wir in Ordnung.)

Lunedi 17 ottobre il gruppo dei Verdi bolzanini e Projekt Bozen si sono incontrati per discutere del trasferimento dells Scuola Media Aufschnaiter in via Vintola.
Sono emersi dei Pro e dei Contra che provo a sintetizzare così:

Pro aktueller Standort Pro Wechsel in die Vintlerstraße
- Aufschnaiter = historisches Gebäude, soll unter Denkmalschutz gestellt werden (das Land hat alles getan, um das zu vermeiden)
- Es gibt eine Klausel im GR-Beschluss von Dez. 2009, der besagt, dass die Aussiedlung erst stattfinden kann, sobald der Gemeinderat dies beschließt
- Die Vorgehensweise der Gemeinde ist nicht transparent
- Für die Uni gäbe es andere Erweiterungs-möglichkeiten (z.B. Gebäude der Region oder andere Stadtviertel oder auch die Gasteiner-Schule)
-  Die Schulwege würden sich verlängern (aber es herrscht keine Klarheit, woher die Schüler kommen)
- Das soeben erst sanierte Gebäude hinter der Gasteiner müsste abgerissen werden
- Verrebbe eliminato un giardino molto usato dai bambini delle scuole e appena risistemato dal comune
- La pista ciclabile era stata spostata dal centro dell’area
- Sparirebbe ancora dell’altro verde dal centro.
- Ein rein deutsches Schulzentrum widerspricht der Idee der Gemeinsamen Schule
- Die Aufschnaiter ist DIE Traditionsschule im Herzen Bozens und die Menschen hängen daran.
- Alle bisherigen Projekte (auch jenes der Gemeinde) überzeugen nicht    
- Der Finanzierungsplan steht
- Der neue Standort ist heller, grüner, ruhiger
- Der neue Standort könnte den Bedürfnissen der Schule angepasst werden
- Es wäre ein einziges Schulzentrum, in dem von Kindergarten bis Mittelschule alles beisammen ist
- Es ist Platz für einen ordentlichen Pausenhof und eine nicht unterirdische Turnhalle
- Die Schulwege verlängern sich nicht oder kaum (aber es herrscht keine Klarheit, woher die Schüler kommen)
- Wäre die Debatte nicht so emotionsgeladen, würde man aus rein schulischen Überlegungen eher das moderne Schulzentrum vorziehen.

Forse avete altre idee? Ditecele! Sagt uns bitte eure Meinung!
Noi per ora abbiamo scelto di sentire i diretti interessati, cioè la scuola stessa (martedi, 25 ottobre in sede dei Verdi, via Bottai 5) e i cittadini e le cittadine, perchè È a loro che serve la scuola migliore. Come dice Ligabue: Questo paese non è di chi lo governa ma di chi lo abita!

In der Gemeinderatssitzung vom 13. September wurde der Beschlussantrag zur Einführung des fleischfreien Wochentages mit 11:14 Stimmen abgelehnt.
Vorausgegangen war eine fast zweistündige Diskussion, in der das Thema sehr kontrovers besprochen wurde. Besonders hart im Angriff waren Sandro Repetto (UDC) („Diese Diskussion beleidigt den Gemeinderat!“) und Achille Chiomento (Radikale) („Womöglich ist diese Maßnahme sogar antipädagogisch“).
Für den Beschlussantrag stimmten neben den Grünen/Projekt Bozen die Linksparteien, die Lista 5 Stelle und die ArbeitnehmerInnen in der SVP. Besonders enttäuschend war die Position des Partito Democratico, von dem nur Andrea Felis für den Beschlussantrag stimmte.
Wir fragen uns, wofür in Bozen Pläne zur CO2-Reduktion ausgearbeitet werden, wenn dann elementarste Maßnahmen wie die Einführung des fleischfreien Wochentags mit so schwachen Argumenten abgelehnt werden -  so unser Fazit am Ende dieser Diskussion. Mit der Einführung des „Veggieday“ hätte man zur Klimabilanz gleich viel beitragen können wie mit dem Bau des neuen „Öko“-Stadtviertels in der Drususstraße. Aber die Zeit ist wohl nicht reif für einen neuen Ansatz, den Städte wie Gent, Bremen, Münster oder Schweinfurt bereits bereit sind zu gehen.

Nella Seduta del Consiglio Comunale del 13 settembre la mozione sull’introduzione del Venerdi Vegetariano a Bolzano è stata respinta con 14 voti a 11 – dopo lunga discussione in cui l’argomento è stato dibattuto in modo molto acceso. Particolarmente duri nella loro presa di posizione erano Sandro Repetto (UDC) (“Questa discussione offende il Consiglio Comunale”) e Achille Chiomento dei Radicali (“Questa iniziativa può essere addirittura diseducativa!”).
Alla fine hanno votato per la mozione oltre ai Verdi e i partiti della Sinistra la Lista 5 Stelle e l’ala sociale della Volkspartei. Particolarmente deludente  la posizione del PD, del quale solo Andrea Felis ha appoggiato la mozione.
Ci chiediamo ora a che servono i vari piani CO2 se poi i provvedimenti più elementari per ridurre la CO2 come la giornata senza carne vengono respinti con argomenti così deboli – questa la nostra conclusione a fine dibattito. Con l’introduzione del “veggieday” avremmo potuto contribuire al bilancio climatico esattamente come il nuovo quartiere “ecologico” in via Druso. Ma forse i tempi non sono maturi per questo nuovo approccio che città come Gent, Brema o Münster hanno già scelto di percorrere… senza sentirsi offesi!
Chi volesse ascoltare questo dibattito surreale po farlo su questo link (guardare dalle ore 2.30) http://www.comune.bolzano.it/context.jsp?hostmatch=true&ID_LINK=3680&area=19 

Dall’incontro del gruppo dei Verdi di Bolzano del 29 agosto è emerso che

-        lo stanziamento dei 2 milioni nell’assestamento del bilancio 2011 NON corrisponde a una specifica scelta di rivalutazione della zona Sill, né fa parte di un organico progetto per incentivare lo sport in città;

-        sembra invece molto più un puntuale intervento per sanare i conti della cooperativa Sportring;

-        non è quindi al centro l’interesse pubblico, ma piuttosto quello privato e settoriale;

-        la scelta non si basa su un accurato studio del fabbisogno di strutture sportive, né su una fondata priorizzazione degli obbiettivi in questo settore (sono state verificati i fabbisogni in altri settori dello sport? Come si è arrivati a dire che la pista di ghiaccio Sill è prioritaria rispetto ad altri sport?);

-        non sono state valutate alternative come la seconda pista di ghiaccio al Palaonda oppure la possibilità di sfruttare le strutture intorno a Bolzano;

-        ci risultano altre emergenze in città quali gli investimenti nel quartiere Casanova, il Museo Civico, il Centro Culturale giovanile, le piste ciclabili …

-        temiamo che l’attuale spesa di 2 milioni sia solo l’inizio di una serie di stanziamenti che si faranno necessari una volta presa in mano la struttura: infatti è una struttura vecchia di 40 anni che non corrisponde più agli standards più comuni. Nel 2014 si farà necessario il cambio dell’impianto di refrigerazione. I costi di gestione resteranno comunque a carico del Comune.

-        I versanti sovrastanti sono ad altissimo rischio geologico e si stima un intervento di almeno 2 milioni per metterlo in sicurezza (chi paga?).

-        Lo stanziamento previsto non è avvallato da un progetto di fattibilità concreto.

-        Non è previsto un allacciamento al sistema di piste ciclabili e del trasporto pubblico. Quindi gli utenti dovranno continuare ad andarci con la macchina privata.

-        La strada è in pessime condizioni e dovrà essere sistemata (chi paga?).

-        L’acquisto dei diritti di superficie per la Sill non faceva assolutamente parte dell’accordo di coalizione.

Detto tutto ciò chiediamo che:

-        che si arrivi alla scadenza del contratto d’uso del 2014;

-        che nel frattempo venga redatto uno studio di fabbisogno delle strutture sportive in città, che venga fatta una priorizzazione in seno alla maggioranza e che si determini quale sia il luogo veramente adatta alle esigenze degli sportivi del ghiaccio.

-        Noi pensiamo che ad esempio sia preferibile una seconda pista al Palaghiaccio.

Chiediamo quindi che lo stanziamento dei 2 milioni venga stralciato dall’assestamento del bilancio 2011.

Il voto del 12 e 13 giugno su acqua, nucleare e legittimo impedimento ha introdotto, con un consenso storico, il concetto di “bene comune”. Le cittadine e i cittadini ci hanno chiaramente spiegato che i servizi essenziali per la vita sono dei beni che devono essere della collettività. Parliamo di beni come il sistema idrico, l’energia, la gestione dei rifiuti e il trasporto locale. Beni che devono rimanere slegati dalla logica del profitto.
In Alto Adige la partecipazione al voto referendario era il 67%.

Il governo Berlusconi comunque ha deciso di violare la sovranità popolare con il pacchetto sulle privatizzazioni, inserito all’interno della manovra economica.

Privatizzare questi servizi significa che da questi servizi si vuole trarre profitto e per trarre profitto sono tre gli elementi sui quali si agisce:
1. Le tariffe (che sono aumentate ovunque ad es. l’acqua sia stata privatizzata)

2. La qualità (che ha sofferto, sempre restando sull’esempio dell’acqua, per quel che riguarda le infrastrutture, ovunque sia stata privatizzata)

3. Il personale – che spesso viene ridotto nel nome di una mal intesa razionalizzazione.

Anche il Consiglio Provinciale nella sua riunione del 17.12.2009 ha accolto una mozione presentata dai Verdi, in cui ci si volge contro l’art. 15 del decreto legge 25 settembre 2009, nr. 135 che prevede il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a favore di società di qualsiasi forma. In quell’occasione, con l’appoggio di tutti i consiglieri SVP (!) la Provincia si è riservata il diritto di impugnare l’art.15.

 Chiediamo quindi

-        alla città di Bolzano e nella fattispecie al vicesindaco, di tener conto del voto referendario e dell’espressione del Consiglio Provinciale e di desistere dalla proposta di privatizzare i servizi di base

-        alla Giunta Provinciale di difendere le proprie competenze autonomistiche in materia e di impugnare le norme che prevedano privatizzazioni dei servizi di base dinanzi alla Corte Costituzionale.

Am 12. und 13. Juni 2011 wurde in Italien in einer historischen Abstimmung der Begriff der “Gemeingüter” eingeführt. Die BürgerInnen haben das Recht auf Gemeingüter wie das Wasser klar gegenüber den offensiven Privatisierungsversuchen der Berlusconi-Regierung verteidigt.

Wasser, Müllentsorgung, Energie, öffentlicher Verkehr sind Gemeingüter bzw. –dienste, die der Allgemeinheit gehören und der Profitlogik entzogen gehören.

In Südtirol haben 67% an den Referenden teilgenommen und damit eine deutliche Aussage getroffen.

Trotzdem hat die Berlusconi-Regierung beschlossen, den Willen des Volkes mit dem Privatisierungsregelungen innerhalb des Sparpaketes zu übergehen.

Dagegen sprechen die Befürchtungen, nach welchen 3 Prinzipien man diese Dienste profitabel machen will:

  1. Die Tarife (die etwa im Fall des Wassers allerorts angestiegen sind, nachdem die Privatisierung der Dienste stattgefunden hat)
  2. Die Qualität der Versorgung (etwa im Falle des Wassers hat sich die Infrastruktur nach der Privatisierung überall verschlechtert)
  3. Die Personalpolitik (die im Sinne der Rationalisierung wohl bald zu Stellenabbau und Entlassungen führen würde).

Auch der Landtag hat in seiner Sitzung vom 17.12.2009 einen Beschlussantrag der Grünen angenommen, der sich gegen den Art. 15 des Gesetzesdekretes Nr. 135 vom 25. September 2009 wandte. Dieser sah die Übergabe der Führung von örtlichen öffentlichen Diensten an Firmen jeglicher Art vorsah. Dort war auch die Anfechtung des Art. 15 vorgesehen und der Beschlussantrag wurde von allen (!) SVP-Abgeordneten mitgestimmt.

 Wir fordern folglich:

-        die Stadt Bozen und insbesondere den Vizebürgermeister auf, das Referendumsvotum zu berücksichtigen und vom Vorhaben der Privatisierung der Dienste abzusehen

-        die Landesregierung auf, die eigenen autonomierechtlichen Zuständigkeiten zu verteidigen und den Art. 15 beim Verfassungsgerichtshof anzufechten, um die Privatisierungstendenzen bezüglich der Grunddienste zu stoppen.

 Brigitte Foppa & Patrizia Trincanato

I pendolari lo stavano notando da tempo: in piazza Silvius Magnago di fronte alla stazione si smantellavano, piano piano, le rastrelliere per le biciclette e si iniziava ad intuire: la piazza deve essere resa libera dalle bici. Ora se ne ha avuto la conferma. Gli impiegati dei palazzi provinciali attorno alla piazza hanno ricevuto una mail dell’assessore Mussner che vieta esplicitamente il parcheggio biciclette:

 Egregi signore e signori,
per consentire la nuova sistemazione della piazza “Dr. Silvius Magnago” antistante il Consiglio provinciale, si avvisa che dal 16.08.2011 è VIETATO parcheggiare biciclette e motorini  su questa piazza. Si prega di parcheggiare le biciclette dietro il Palazzo 1 (via Sciliar).

 Il posto in via Sciliar però non basta nemmeno per le biciclette degli impiegati, figuriamoci per le decine di biciclette dei pendolari.
E questo è il nocciolo del problema: a breve nelle vicinanze della stazione di Bolzano non sarà più possibile parcheggiare la propria bici in modo sicuro e regolare. I pendolari sono obbligati a incatenare il proprio mezzo ai pali dei lampioni, alle transenne, alle panchine ecc…. probabilmente perché la piazza Magnano dovrà essere risistemato in modo “decoroso”.
Siccome però non sarà possibile nell’immediato futuro, creare nuovi parcheggi bici in zona stazione, chiedo alla Giunta provinciale di predisporre, nella nuova sistemazione della piazza, almeno lo stesso numero di parcheggi bici di quello attuale (invero già ora non era sufficiente!) e di informare la cittadinanza sulle alternative di parcheggio durante la durata dei lavori.
Perché va ricordato che a fronte delle poche persone che davanti a Palazzo Widmann ci arrivano con la limousine di servizio c’è tutta una folla di persone che ci arrivano con un mezzo molto più economico ed ecologico e che hanno o stesso diritto di trovare un parcheggio sicuro e a norma di legge…. E di essere apprezzate e sostenute per le loro scelte di mobilità sostenibile!

Presenterò un’interrogazione alla Giunta Comunale relativa a questo quesito.

Den PendlerInnen war es schon länger aufgefallen: Am Silvius-Magnago-Platz gegenüber dem Bahnhof Bozen wurden nach und nach die Radständer abgetragen und man ahnte: der Platz soll radfrei gemacht werden. Nun ist es offiziell. In diesen Tagen flatterte den Angestellten der Landhäuser rund um den Magnago-Platz ein Mail von Landesrat Mussner ins Haus, das ab 16. August das Parken von Rädern ausdrücklich verbietet:

 Sehr geehrte Damen und Herren,
um die Neugestaltung des Landhausplatzes “Dr.-Silvius-Magnago” vor dem Landhaus 1 zu ermöglichen, wird darauf hingewiesen, dass das Abstellen der Fahr- bzw. Motorräder auf diesem Platz ab dem 16.08.2011 VERBOTEN ist.
Man ersucht, die Fahrräder hinter dem Landhaus 1 (Schlernstraße) abzustellen. 

Der Platz in der Schlernstraße bietet allerdings sicher nicht einmal genügend Platz für die Räder der Landhäusler, geschweige denn für die Dutzende von Rädern, die die PendlerInnen abstellen müssen.
Und darin liegt der Kern des Problems: Rund um den Bahnhof ist es nun nirgends mehr möglich, ein Fahrrad sicher und ordnungsgemäß zu parken. PendlerInnen sind gezwungen, ihr Stadtrad an Laternenpfähle, Absperrungen, Bänke etc. zu ketten… vermutlich weil der Magnago-Platz „würdig“ umgestaltet werden soll.
Da es aber in absehbarer Zeit keine Neuerschließung von Radparkplätzen rund um den Bahnhof geben wird, fordere ich die Landesregierung auf, bei der Umgestaltung des Platzes mindestens die gleiche Menge an Radparkplätzen (es waren jetzt schon zu wenig!) am Magnago-Platz vorzusehen und die Öffentlichkeit darüber zu informieren, wo die große Menge an Rädern in der Zwischenzeit untergebracht werden kann.
Denn den wenigen Personen, die am Palais Widmann im großen Dienstwagen vorfahren, steht eine weit größere Menge an PendlerInnen und Angestellten gegenüber, die das Recht haben, ihr umweltfreundliches Verkehrsmittel sicher und ordnungsgemäß abzustellen und in ihrem Mobilitätsverhalten unterstützt und wertgeschätzt zu werden!

 Zur vorliegenden Thematik werde ich eine Anfrage an die Stadtverwaltung einreichen.

 Brigitte Foppa, Consigliera Comunale/Gemeinderätin

 

A intervalli periodici viene rimessa sull’agenda politica la richiesta di abolire la chiusura dei negozi la domenica, in genere portata avanti dagli esponenti della cosiddetta “economia”. L’ultimo della serie è stato il presidente di Confesercenti, Domenico Sacco, che ha avanzato questa richiesta ammonendo che altrimenti Bolzano soccomberebbe a Merano o a Innsbruck.

Purtroppo tutte quelle persone che invece si oppongono, per vari motivi, all’apertura domenicale, non hanno la voce così grossa – anche se sono in molti.

Non tutti possono godere del riposo domenicale come momento di ritiro dalla vita lavorativa perché devono comunque lavorare. In ogni caso il riposo settimanale è di fondamentale importanza per il benessere, anzi per l’igiene psicofisica delle persone.

Proprio per questo chiediamo che in particolare venga mantenuta, per almeno un giorno la settimana, l’interruzione del circuito del consumismo.

Il pensiero della crescita economica illimitata è giunta da tempo ai suoi limiti naturali e il modello che vede le persone come consumatori-24-h-su-24 ha prodotto ricchezza per pochi ma non certo una società più felice.

Lasciamo quindi la domenica libera per produrre ricchezza di altro tipo: per i contatti sociali, l’esplorazione della natura, la cura dei legami familiari, lo sport e la cultura.

Il rumore delle casse basta come colonna sonora durante la settimana. Di domenica, cerchiamo un’altra musica!

In unregelmäßigen Abständen kommt immer wieder der Ruf nach Öffnung der Geschäfte an Sonntagen, insbesondere von Seiten „der Wirtschaft“. Als letzter hat jetzt Domenico Sacco, Präsident der Confesercenti wieder einen Vorstoß in diese Richtung gewagt und darauf hingewiesen, dass man sonst in Bozen der Konkurrenz von Meran und Innsbruck erliege.

Die Gegnerschaft gegen Sonntagsöffnung hat leider keine so lauten Sprachrohre und doch ist sie weit verbreitet.

Die Sonntagsruhe als Rückzugsmoment aus dem Erwerbsleben kann zwar leider nicht von allen genutzt werden, weil viele ja auch am Sonntag arbeiten müssen. Trotzdem ist die wöchentliche Auszeit  für das Wohlbefinden, ja für die Psychohygiene der Menschen absolut notwendig.

Insbesondere fordern wir daher, dass wenigstens an einem Tag in der Woche Abstand vom Einkaufen und Konsumieren genommen werden kann.

Der Wachstumsgedanke in der Wirtschaft  ist schon lang an seine natürlichen Grenzen gestoßen und das Modell, das die Menschen als Rund-um-die-Uhr-Konsumenten sieht, hat zwar einige wenige sehr reich gemacht, aber nicht eine glücklichere Gesellschaft hervorgebracht.

Halten wir also den Sonntag frei für Reichtum anderer Art: für die sozialen Kontakte, die Erkundung der Natur, die Pflege der Familienbande, für Sport und Kultur.

Das Klingeln der Kassen ist, auch in Bozen, schon längst viel zu sehr zum Soundtrack unseres Alltags geworden. Am Sonntag wenigstens wollen wir eine andere Musik hören.

 Brigitte Foppa, Gemeinderätin/Consigliera

Zwischen Betteln und Belästigen unser Dissens!
Am 21. Juli 11 hat der Bozner Gemeinderat die neue Gemeindepolizeiordnung genehmigt. Für Diskussionen sorgte dabei die Tatsache, dass das Verbot des „belästigenden Bettelns“ explizit durch einen Abänderungsantrag des Bürgermeisters eingefügt wurde.

Trotz unserer Proteste hat die Mehrheit in seltener Übereinstimmung mit den Rechtsparteien und unter besonderem Beifall der Lega Nord diesen Passus  angenommen.

Als Ratsfraktion ärgt und sorgt uns das.

Wir ärgern uns, weil das Ganze in der Mehrheitssitzung nicht besprochen worden war – trotz des konfliktträchtigen Potentials.

Und wir sorgen uns, weil es hier in Wirklichkeit nicht um den Schutz von BettlerInnen geht, die von organisierten Banden regelrecht versklavt werden (und effektiv fand sich auch keine Mehrheit für einen Vorschlag, der genau auf dieses Problem abzielte), sondern  weil man wohl vielmehr ein politisches Zeichen gegen Bettelei setzen will.

Wir finden hingegen, dass die Menschenrechte und die italienische Gesetzgebung zu Recht das Betteln zulassen und dass die Stadtpolizei auch so schon genügend Handhabe für die Ahndung der organisierten Bettelns hat.

Die Diskussion im Gemeinderat hat aber gezeigt, dass für viele das Gefühl der „Belästigung“ bereits dann gegeben ist, wenn jemand mehrmals um Geld bittet.

Es ist der Spiegel unseres Konsumverhaltens, den wir durch das Betteln vorgehalten bekommen und DARIN liegt die wahre Belästigung des Bettelns!

Im Übrigen gäbe es viele Belästigungen zu ahnden, wenn man denn möchte: Wenn den Kellnerinnen auf den Po gegriffen wird, dann könnte ebenfalls die Stadtpolizei eingreifen! Oder ein lautes Geigenüben im oberen Stock? Gerüche aus muslimischen oder indischen Küchen? Lauter Belästigungen, für die irgendwann die Stadtpolizei zuständig sein könnte!

Auf jeden Fall: Im Sinne eines solidarischen Menschenbildes, das vom Teilen und Anteilnehmen ausgeht, haben wir als Ratsfraktion diesem Vorschlag nicht zugestimmt und sind entrüstet darüber, dass eine „ökosoziale“ Mehrheit (in der sich gerne auch gar einige auf christliche Werte berufen)  ohne mit der Wimper zu zucken zusammen mit den Rechtsparteien den Passus zum „belästigenden Betteln“ genehmigt hat.

 Tra mendicità e molestia il nostro dissenso!

Il 21 luglio in Consiglio Comunale a Bolzano è stato votato il nuovo ordinamento della polizia municipale. A lungo si è discusso sul fatto della persecuzione della mendicanza molesta, inserita nell’ordinamento attraverso un emendamento del Sindaco.

Nonostante le nostre proteste la maggioranza, in raro accordo con i partiti di destra e con speciale plauso della Lega Nord, ha accettato questo articolo.

Come Gruppo Consiliare ne prediamo atto con preoccupazione e irritazione.

Siamo irritati/e soprattutto perché il tutto -  nonostante il potenziale conflittuale – non era stato discusso in maggioranza.  

E siamo preoccupate/i, perché abbiamo il sospetto che in realtà non interessava molto il fatto che al centro del problema stanno i mendicanti che vengono sfruttati e schiavizzati da bande organizzate (e infatti una proposta in tal senso è stata affossata), ma perché pensiamo che in fondo si voleva porre un chiaro segnale politico contro la mendicanza.

Noi invece siamo dell’avviso che i diritti umani e la legge italiana ammettino giustamente il diritto alla mendicanza e che la polizia municipale sia d’altronde già in gradi di perseguire la mendicanza organizzata e molesta.

La discussione in Consiglio però ha dimostrato che per molti la sensazione della “molestia” esiste già quando qualcuno chiede l’elemosina ripetutamente.

Nel segno di una visione umanistica solidale che parte dal presupposto del “dividere” e del “prendere parte” noi come gruppo consiliare abbiamo rifiutato la proposta e ci indigniamo di fronte al fatto che una maggioranza “ecosociale” (in cui ci sono parecchi membri che fanno spesso riferimento ai valori cristiani!) abbia inserito il divieto in comunella con i partiti di destra.

Going ARBO?

Die Ratsfraktion Grüne/Projekt Bozen und die Grüne Fraktion im Südtiroler Landtag laden zu einem Informations- und Diskussionsabend ein.

Zielsetzungen, Besonderheiten und offene Fragen rund um das Siegerprojekt des Bahnhofsareals Bozen
Arch. Carlo Azzolini ( Vertreter der Gemeinde Bozen in der Gesellschaft ARBO), Dr. Karl Berger (Komitee „Rettet den Bahnhof“), Dott. Pierluigi Parolin (ehem. Funktionär der Eisenbahnverwaltung), Arch. Wolfgang Piller (Verantwortlicher für das Verfahren) im Gespräch mit allen Interessierten.
Moderation: Brigitte Foppa
Montag, 4.4.2011, 18-20 Uhr im Kolpinghaus Bozen, Seminarraum 1

Il Gruppo Consiliare Verdi/Projekt Bozen ed il Gruppo Verde in Consiglio Provinciale invitano tutti e tutte ad una serata di informazione e discussione.

Obbiettivi, Peculiarità e quesiti aperti intorno al progetto vincitore dell’Areale Ferroviario di Bolzano
Arch. Carlo Azzolini (Rappresentante del Comune di Bolzano nella società ARBO), Dott. Karl Berger (Comitato “Salvate la Stazione”), Dott. Pierluigi Parolin (ex dirigente dell’amministrazione  ferroviaria), Arch. Wolfgang Piller (Responsabile del Procedimento) in discussione con tutte le interessate e tutti gli interessati.
Conduce: Brigitte Foppa
Lunedì, 4.4.2011, ore 18-20 Uhr nella saletta seminari 1 della Casa Kolping, BZ

A gran voce! Le consigliere ti cercano

In Comune è presente la Commissione comunale permanente speciale per le Pari Opportunità (CPO), per promuovere, sostenere e proporre azioni positive per realizzare le pari opportunità tra uomo e donna nel mondo del lavoro, della politica cittadina e dell’attività amministrativa del Comune.

L’attuale CPO, formata da 10 consigliere e assessore comunali, può essere integrata da altre 5 donne estranee al Consiglio Comunale e di cui 1 proposta dalla Consulta degli/lle Immigrati/e, per svolgere diverse attività in relazione alla condizione femminile in città:

  • intraprendere iniziative per conoscere la condizione delle donne
  • formulare proposte e/o osservazioni al Consiglio Comunale
  • approvare progetti per la promozione delle pari opportunità.

Informazioni più dettagliate e relativa modulistica sono reperibili al

http://www.comune.bolzano.it/homepage.jsp – In primo piano

LautStark! Die Gemeinderätinnen brauchen dich!

Art. 69 der Gemeindesatzung sieht die Einrichtung einer ständigen Kommission für Chancengleichheit vor. Mitfrauen der Kommission sind sämtliche Gemeinderätinnen und Stadträtinnen. Aufgabe der KCG ist es, positive Aktionen zur Förderung der Chancengleichheit zwischen Männern und Frauen auf dem Arbeitsmarkt, in der Gemeindepolitik und in der Verwaltungstätigkeit der Gemeinde in die Wege zu leiten.
Gegenwärtig setzt sich die KCG aus 10 Rätinnen zusammen. Die Kommission kann durch weitere 5 ratsexterne Frauen ergänzt werden – eine davon kann der AusländerInnenbeirat vorschlagen -, die frauenrelevante Themen verkörpern, Frauenvereinen oder -bewegungen angehören oder Fachfrauen (Bereich Sanität, Soziales, Recht, Wirtschaft, Pädagogik usw.) sind.
Die demgemäß erweiterte Kommission bleibt für die gesamte Dauer des Mandats des Gemeinderates im Amt und führt mit Blick auf die Situation der Frauen in Bozen folgende Tätigkeiten aus:

  • Durchführung von Initiativen zur Eruierung der Lage der Frauen
  • Unterbreitung von Vorschlägen und Einbringung von Bemerkungen beim Gemeinderat,
  • Genehmigung von Projekten zur Förderung der Chancengleichheit.

Mehr Infos: http://www.comune.bolzano.it/homepage.jsp

Secondo il nuovo piano tariffario della Provincia si prevedono forti aumenti che colpiscono soprattutto i pendolari su tratte medio-corte. In particolare per pendolari che arrivano a Bolzano ad esempio dalla Bassa Atesina o dalla Val d’Adige si prevede anche un raddoppio della spesa annua per raggiungere il luogo di lavoro a Bolzano.
Molti pendolari, pur comprendendo che un adeguamento dei prezzi era necessario, si lamentano di questo forte aumento e stanno facendo i conti – e qualcuno ha già calcolato che in futuro venire a Bolzano in macchina non sarà più molto meno conveniente che col mezzo pubblico (che d’altronde obbliga a precisi orari e a viaggi spesso scomodi in treni affollati).
Un’altra preoccupazione sorge dal fatto che in futuro non sarà più possibile passare gratuitamente da treno o autobus extraurbano agli autobus della SASA (si pagheranno invece 80 Cent a corsa per i primi 1000 km, 40 Cent dai 1000 ai 10000 km e 20 cent dai 10000 ai 20000 km). Chi deve raggiungere quartieri di Bolzano lontani dalla Stazione quindi sarà indotto a usare la macchina.
Tutto questo non favorirà certo la mobilità e la qualità dell’aria a Bolzano e si chiede quindi alla Provincia di tener conto di questi svantaggi per il capoluogo prima di varare definitivamente il nuovo piano della tariffe. 

Neues Tarifsystem in der Mobilität – Böse Auswirkungen auf Bozens Luft?

Mit dem neuen Tarifsystem des Landes sind starke Preiserhöhungen vor allem für PendlerInnen, die die Öffentlichen Verkehrsmittel auf kurzen bis mittleren Strecken benutzen, vorgesehen. Im Hinblick auf  Bozen betrifft dies insbesondere jene, welche etwa vom Unterland oder vom Etschtal aus täglich nach Bozen pendeln – für sie wird sich die Jahresausgabe z.T. fast oder gänzlich verdoppeln.
Viele PendlerInnen verstehen zwar, dass ein gewisser Preisangleich notwendig war, sie beschweren sich aber zu Recht darüber, dass der Anstieg zu hoch ist und einige von ihnen haben auch schon nachgerechnet, dass es in Zukunft nicht mehr so ungünstig sein wird, mit dem Auto nach Bozen zu kommen (und dafür nicht an den Fahrplan und an die wahrlich nicht immer komfortablen Reisebedingungen etwa der Züge gebunden zu sein)
Eine weitere Sorge rührt aus der Tatsache, dass in Zukunft der Umstieg von Zug/außerstädtischem Bus auf den Stadtbus nicht mehr gratis möglich sein wird (sondern je nach Tarifleiste 80, 40, 20 Cent kosten wird). Wer also Stadtteile fern des Bahnhofs erreichen muss, wird vermutlich das eigene Auto bevorzugen, um nicht zwei Mal zahlen zu müssen.
Diese Fakten werden kaum die Mobilität der Landeshauptstadt begünstigen und womöglich zu mehr Verkehr und Luftverschmutzung führen. Daher fordere ich das Land auf, diese Nachteile für Bozen zu bedenken, bevor das Tarifsystem endgültig in Kraft gesetzt wird.

 Brigitte Foppa,
Gemeinderätin in Bozen und Vorsitzende der Mobilitätskommission
Consigliera Comunale e Presidente Commissione Mobilità

Wir sammeln Dokumente/Fotos von “verschwundenen Bäumen” im Zentrum. Bitte mitmachen!
Aiutaci! raccogliamo documenti/foto di alberi e alberature che sono venuti a mancare in centro!

Martin Fink vom Stadtviertelrat Bozen Rentsch schreibt:

In den vergangen Jahren wurden immer häufiger große, alte Bäume abgeholzt (teilweise sogar ganze Alleen), ohne sie entsprechend zu ersetzen. So wurden nicht einmal auf den Talferwiesen (wo nun wirklich kein Grund wie Platzmangel, herabfallende Äste, etc. gegen große Bäume spricht) ädequate Ausgleichsmaßnahmen gesetzt. Einige Besipiele von so verschwundenen Bäumen sieht man auf den Bildern – die Liste könnte wohl endlos weitergeführt werden. Der Stadtviertelrat hat beschlossen, die zuständige Person der Stadtgärtnerei zu kontaktieren, um gemeinsam Lösungsstrategien zu erarbeiten.

Sabato 5 marzo manifestiamo per la convivenza, la storicizzazione dei monumenti a BZ e contro ogni tipo di fascismo!

Ore 15.30 in piazza Innerhofer (near unversity) insieme a Studenti consapevoli, Antifa e ANPI. (Alle 14.30 si svolge una lezione in piazza sul bassorilievo di Piffrader)
Volantino: AFS_flyer_print

Stiamo lavorando!
Alcuni risultati del momento su questi links:

Area verde a Rosenbach: http://www.comune.bolzano.it/stampa_context.jsp?ID_LINK=426&area=19&id_context=16838&COL0008=35&COL0008=40&COL0008=48

Alberi nuovi a Casanova: http://www.comune.bolzano.it/stampa_context.jsp?ID_LINK=426&area=19&id_context=16851&COL0008=35&COL0008=47

E un Cubo-Museo a Don Bosco: http://www.comune.bolzano.it/stampa_context.jsp?ID_LINK=426&area=19&id_context=16833&COL0008=36&COL0008=41&COL0008=96

M’illumino di meno 2011

La trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio 2 invita anche quest’anno tutta Italia ad aderire all’iniziativa creando spazi e momenti di “silenzio energetico”. Gli spegnimenti simbolici hanno lo scopo di fare riflettere sul tema del risparmio energetico e sull’utilizzo di fonti rinnovabili.

 Bolzano aderisce all’iniziativa ritardando l’accensione dell’illuminazione di Piazza Walter di mezz’ora, tra le 17.45 e le 18.15. Contestualmente viene allestito uno stand informativo sul risparmio energetico.

 Bolzano può vantare delle realizzazioni in tema di illuminazione pubblica a basso consumo, tra i quali ad es. il nuovo Ponte Roma e via Alto Adige, viale Trento, via Longon e via dei Combattenti caratterizzati dalla tecnologia a led. In futuro anche tutti i semafori verranno muniti di questa tecnologia.  In collaborazione con la municipalizzata AE Bolzano ha installato pannelli fotovoltaici sui tetti di quattro scuoler aggiungendo la potenza di 150.000 KWh/anno. Sull’edificio di SEAB sono presenti pannelli per 12.000 KWh/anno e  sulla piscina coperta della città 220 mq di pannelli solari termici.  

Nell’allegato alcuni suggerimenti per risparmiare energia: Millumino di meno mittel 

Le affermazioni del Presidente della Provincia Durnwalder negli ultimi tempi mi hanno portata a scrivergli una lettera aperta in cui gli chiedo di usare una “politica dalle punta delle dita” piuttosto che il “metodo dello schiacciasassi”.

Sui giornali tedeschi da allora mi coprono di insulti. Sulla prima pagina del “Dolomiten” mi hanno addirittura detto che “la Brigitte si è dimenticata delle sue buone maniere” (notare il tono di disprezzo!)

Su STOL un bel po’ di gente invece ha consigliato l’elemento.

Per chi volesse leggere tutta la lettera, ecco il PDF:
Offener Brief an LH Durnwalder

Brigitte Foppa

Un museo per storicizzare!

Approvo la proposta della portavoce dei Verdi Brigitte Foppa, appoggiata anche dal FAI di Bolzano nella persona della sua presidentessa, Simona Kettmeir: cioè di conservare tutto il bassorilievo del periodo fascista nella attuale collocazione di Piazza del Tribunale, ma facendo del palazzo degli Uffici Finanziari una idonea sede del “Museo dei regimi totalitari”. In tutta sincerità ci avevo pensato anch’io: perche`rompersi il capo alla ricerca di un luogo dove spostare il bassorilievo del duce, dove poi storicizzare e contestualizzare, che in realtà un luogo del genere o adatto a cio’ non esiste nella nostra provincia? Trasformiamo quello dei palazzi finanziari , nello stato attuale, nel luogo della memoria storica antinazifascista ed antibellica. Un luogo che è già di suo monumentale, ma che liberato dall’ uso attuale di uffici pubblici, esalterebbe con evidenza la sua testimonianza storica, altrove non riproducibile. Tale riuso dell’edificio col suo monumentale bassorilievo offrirebbe a tutte le componenti della cultura sudtirolese e altoatesina una grande occasione per affrontare gli aspetti più delicati della storia del secolo scorso in questa Terra, con contenuti più universali, a monito per il futuro. Un progetto su cui molte persone intelligenti, di diverse connotazioni politiche, culturali, etniche potrebbero raccogliere la sfida di un realizzare assieme una sede di studio ed  informazione, di documentazione e riflessione sulle guerre e i fascismi di tutti i tipi. Perchè i responsabili dell’ amministrazione del Comune di Bolzano non hanno ancora sentito il bisogno di spiegare alla cittadinanza la proposta dell’ Assessorato alla Cultura sul “percorso storico” che dovrebbe depotenziare i simboli fascisti in Bolzano, in un incontro-dibattito pubblico. Farlo ora, prima che altre voci ben meno moderate ed equilibrate prendano il sopravvento, creando divisione e astio nell’ opinione pubblica, mi sembrerebbe molto opportuno per creare una sinergia tra le rappresentanze istituzionali e la gente comune, oltre che dare sostanza e forza contrattuale alla loro proposta politica nei riguardi della Provincia.

Enrico Bissardella – Bolzano

Ein Vorschlag für Frieden und Erinnerungskultur

 Ohne die selbstherrlichen Durnwalderiaden und Handelsoperationen der SVP in Sachen Faschistische Denkmäler weiter kommentieren zu wollen, möchte ich, als grüne Gemeinderätin in Bozen, eine neue Sichtweise auf die aktuelle Debatte zum Piffrader-Fries und eine mögliche Lösung einbringen.

Denn wenn wir die Problematik des Fries genauer betrachten, sehen wir, dass sie im Grunde im Gebrauch des Gebäudes liegt, auf dem das Fries angebracht ist. Das faschistische Parteigebäude ist seit vielen Jahren Sitz der Steuerämter und somit erhält die Präsenz des Reliefs eine verzerrte, „ver-rückte“ Bedeutung.

Es ist dort, zufällig, als ob es von der Geschichte vergessen worden wäre und nie eine Distanzierung zum Faschismus stattgefunden hätte (was in gewisser Weise ja auch stimmt).

Ganz anders wäre die Sache, wenn der Fries den Eingang einer Gedenkstätte bilden könnte. Wenn dahinter ein Dokumentationszentrum, ein Faschismusmuseum, ein Ort der Geschichte, des Nachdenkens darüber, der Auseinandersetzung mit der Vergangenheit wäre, dann würde die Bedeutung des Reliefs völlig umgedreht.

Es würde Zeugnis und Anschauungsobjekt unserer Geschichte. Und endlich könnte, gerade ausgehend von ihm, die echte, sprachgruppenübergreifende Erinnerungsarbeit angegangen werden, die schon seit Langem ansteht.

Ich fordere den Bozner Stadtrat, die Landesregierung und die Öffentlichkeit auf, diesen Vorschlag und sein befriedendes Potenzial ernsthaft in Erwägung zu ziehen.

 Brigitte Foppa, Grüne Gemeinderätin in Bozen

 Una proposta per la pace e la cultura della memoria

Senza voler commentare ulteriormente le operazioni di scambio di Durnwalder con i membri del governo Berlusconi, vorrei proporre, come consigliera comunale verde a Bolzano, una nuova prospettiva sul dibattito attuale e una possibile soluzione.

Perché se analizziamo la problematicità intorno al bassorilievo vediamo che in fondo essa sta nell’utilizzo dell’edificio. La ex Casa del Fascio è da tanti anni sede degli uffici tributari e quindi il bassorilievo del Duce assume un significato assurdo. È li, sembra quasi per caso, dimenticato dalla storia e come se non ci fosse mai stata una presa di distanza dal fascismo (e infatti, in qualche modo, è così).

Tutto sarebbe completamente diverso, se il bassorilievo costituisse l’ingresso di un luogo della memoria. Se dietro la facciata ci fosse un centro di documentazione, un museo del fascismo, un luogo di memoria e riflessione critica sul passato, allora il significato del bassorilievo potrebbe essere ribaltato – diventando testimone e oggetto di studio della nostra storia così convulsa.

E potrebbe essere, proprio lui, il Duce creato da uno scultore sudtirolese di lingua tedesca, il punto di partenza per avviare finalmente il vero lavoro alla memoria, collettivo e interculturale, al di là dei gruppi linguistici e delle rispettive storie.

Chiedo alla Giunta di Bolzano, alla Giunta Provinciale e all’opinione pubblica di prendere in considerazione seriamente questa proposta ed il suo potenziale contenuto di pace e cultura.

Brigitte Foppa, consigliera verde a Bolzano

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